Commissione di inchiesta sugli affidi? Sì, se rilancia il sistema di tutela

Home
Articoli
Commissione di inchiesta sugli affidi? Sì, se rilancia il sistema di tutela

Inchiesta sugli affidi, tagli alle risorse e riduzione della tutela. Banca dati dei bambini fuori famiglia, tempestività degli interventi e politiche familiari.

Parlare di inchiesta, preoccupa! 

L’approvazione della legge che istituisce la Commissione parlamentare di inchiesta sull’affidamento familiare e sulle comunità che accolgono minorenni, del 21 luglio è un fatto positivo. Probabilmente parlare di Commissione parlamentare d’inchiesta su affidamento familiare e accoglienza in comunità preoccupa. Nel termine “inchiesta” si dà quasi per scontato la ricerca di un colpevole, ma forse in questo caso tale definizione apre finalmente ad una rinata attenzione ai tanti “minori fuori famiglia”. 

Per troppo tempo si è lasciato che a partire da una buona legge, la 184 del 1983, modificata in modo sostanziale e positivo dalla legge 149 del 2001, il sistema di tutela e di accoglienza dei minori andasse avanti da sé. Buone leggi che potrebbero oggi anche aver bisogno di essere aggiornate, perché in 20 anni non è possibile pensare che il mondo delle famiglie e dei minori non porti esigenze diverse di sostegno. 

«Il sistema di tutela, soprattutto negli ultimi dieci anni, ha dovuto far fronte ad una riduzione di risorse»

Tagli alle politiche minorili e familiari 

È evidente che in Italia in mancanza di politiche familiari che sostengano le famiglie tutte (fragili e non) e di un’ottica di prevenzione, la necessità di “allontanamenti” si rende più frequente soprattutto come intervento tardivo ed emergenziale, contrariamente a quanto è accaduto in quelle puntuali situazioni di abuso e devianza venute alla luce di recente e sulla base delle quali sono state fatte superficiali generalizzazioni. 

Manca di fatto una visione di sostegno alla possibile (non scontata) fragilità familiare che non si espliciti in semplice sostegno economico, ma in formazione e accompagnamento della genitorialità. Il sistema di tutela, soprattutto negli ultimi dieci anni, ha dovuto far fronte ad una riduzione di risorse impiegate e si è inventato, anche in modo efficace, modalità per continuare a garantire sostegno a famiglie fragili, ma facendo i conti col fatto di dover concentrare le proprie possibilità d’intervento solo sui “casi più gravi” e spesso irrecuperabili. Si è perso proprio così quel valore di sostegno e prevenzione insito nelle leggi che istituiscono l’affidamento familiare temporaneo, aprendo purtroppo anche a scandali come quelli a cui abbiamo assistito. 

Oltre il fango 

Certo è preoccupante che da un fatto scandaloso sia nata l’esigenza di conoscere approfonditamente lo stato dell’arte del sistema; è preoccupante e scandaloso che non ci sia stata la continua attenzione dovuta ad ogni bambino e ragazzo che non ha visto soddisfatto il proprio diritto fondamentale di crescere nella propria famiglia, anche se fragile. Sarà importante che il lavoro della Commissione, vada oltre a quanto abbiamo assistito in questi mesi in cui, soprattutto ad opera dei media, tribunali per i minorenni, servizi, famiglie e comunità sono state infangate insinuando che per ogni bambino allontanato dalla propria famiglia ci fossero obiettivi lontani dal loro benessere. 

Alla luce di più di 15 anni di esperienza in questo settore sento la necessità che venga non solo salvato il buon lavoro di servizi, tribunali, associazioni e famiglie che hanno creduto nell’affido, ma che questo impegno venga riconosciuto e valorizzato. Perché ciò accada ritengo opportuno che la Commissione, composta da 40 parlamentari, veda al suo interno anche i rappresentanti degli altri attori dell’accoglienza: tribunali, servizi, associazioni, cooperative, scuola. O comunque che venga previsto un ampio spazio d’ascolto di tutti. 

La tutela dei minori non può essere valutata se non tenendo conto di tutta la rete che di fatto opera. Solo punti di forza e criticità condivise e diversi punti di vista e di azione, possono portare a miglioramenti e ad evitare altre situazioni di gravissimo danno per minori e famiglie d’origine e affidatarie, nonché per comunità di accoglienza siano esse case famiglia o comunità educative. 

Banca dati dei minorenni e interventi tempestivi 

Il primo ed essenziale passo della Commissione dovrebbe essere la richiesta di istituzione di una banca dati aggiornata ed efficace nel rappresentare quanti sono i minori che non vivono nelle loro famiglie, per quanto tempo ciò accade, quali risultati gli interventi di tutela ottengono. Insomma, è necessario conoscere lo stato di benessere o di malessere di questi bambini e ragazzi e delle loro famiglie. È scandaloso che programmi di intervento, che già soffrono di mancanza di risorse, debbano partire alla cieca, sulla base di dati vecchi ed incompleti (è di recente pubblicazione la ricerca, appunto incompleta in quanto mancano dati di alcune regioni, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che fa riferimento al dicembre 2017, senza quindi tener conto degli eventi scandalosi che hanno modificato la situazione e, men che meno, della recente emergenza sanitaria). 

È essenziale che si possa avere la situazione continuamente aggiornata per conoscere, capire, modificare gli interventi di tutela. Gli interventi sui bambini devono essere tempestivi, è nella natura dell’intervento stesso che perde di senso se il bambino cresce e necessariamente cambia. E i bambini crescono velocemente ... 

Investire sulle famiglie, tutelare ogni bambino 

Il quadro che uscirà dal lavoro della Commissione metterà in evidenza criticità ed eccellenze, occorrerà leggere questi risultati cercando di garantire ad ogni bambino in difficoltà familiare gli stessi diritti, a prescindere dal fatto che viva in una regione ricca ed attenta o meno. Occorre inoltre immettere nuove risorse nel sistema, anche riconoscendo l’intervento dell’associazionismo qualificato che ha ormai acquisito importanti esperienze e conoscenze, attraverso un sistema di accreditamento che permetta controllo e verifica.

Occorre in sintesi investire sulla famiglia, luogo di valorizzazione del bene primario di un Paese, i figli. Ben venga quindi una Commissione d’inchiesta in grado di evidenziare disfunzioni e abusi, ma anche in grado di rilanciare un sistema di tutela che non sia solo un’affermazione di principi ma reale possibilità di applicazione di azioni a sostegno dei minori per un futuro possibile del nostro Paese.

Il sito utilizza cookie per garantire un'esperienza ottimale. Cliccando su "accetta" acconsenti al loro uso
Scrivi un Messaggio
Scrivi un Messaggio
Accetto la Privacy Policy
L'invio del tuo messaggio è andato a buon fine.

Siamo lieti che tu ci abbia scritto! A breve il messaggio sarà visionato dallo Staff del Centro Studi. Ti risponderemo quanto prima.

Cordiali saluti, la Tutor del Centro Studi, dr.ssa Carmela Carotenuto.
Oops! Qualcosa è andato storto!