L’assistente sociale come libero professionista, l’evoluzione.

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L’assistente sociale come libero professionista, l’evoluzione.

Servizio sociale, formazione e progresso: interventi sempre meno standardizzati e più dinamici.

L’evoluzione

Il servizio sociale, quale insieme di interventi socio-assistenziali volti al benessere della persona, rientra nei livelli essenziali di assistenza previsti dalla Legge 8 Novembre 2000, n. 328 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”.

L’assistenza socio-sanitaria basata su un’ottica strettamente trifocale (studio - diagnosi - trattamento) ha, nel tempo, posto le basi per l’evoluzione di una nuova visione di presa in carico della persona portatrice di bisogni, ovvero: persona – risorse – autonomia – ambiente. Per mettere in atto questa nuova visione, è necessario che l’assistente sociale sia orientato a supportare le persone nel sviluppare una propria autonomia, con l’utilizzo sia delle risorse personali che sociali. È inoltre fondamentale che s’attivi per potenziare le risorse presenti nell’ ambiente sociale di riferimento.

Il lavoro sociale svolto dall’assistente sociale, dunque, è la combinazione di due aspetti: intrapersonale (lo studio della persona e l’attivazione di interventi individualizzati) e extra-personale (lo studio dei determinismi e delle opportunità che risiedono all’esterno della persona, cioè lo studio dell’ambiente sociale).

<<L’assistente sociale come libero professionista può rivelarsi un elemento fondamentale all’interno della rete in quanto predispone interventi all’avanguardia>>

Parte integrante del sistema

In Italia la prima definizione di “assistente sociale” è stata data dalla Commissione Nazionale di Studio per la Definizione dei Profili e dei Requisiti per la Formazione istituita nel 1982 dal Ministero dell’Interno: “L’assistente sociale è un operatore che, agendo secondo i principi, le conoscenze ed i metodi specifici della professione, svolge la propria attività nell’ambito del sistema organizzato delle risorse messe a disposizione dalla comunità, a favore degli individui, gruppi e famiglie, per prevenire e risolvere situazioni di bisogno”.

Attualmente, l’assistente sociale è parte integrante di un sistema dinamico ed eterogeno all’interno del quale vi sono continui dialoghi tra più attori: politiche e servizi, cittadini e assistenti sociali...quest’ultimi, in particolare, devono essere al passo con i costanti mutamenti delle dinamiche sociali per essere poi in grado di mettere in campo interventi moderni e nuove strategie operative.

Progresso e innovazione

L’assistente sociale è solito operare nei servizi pubblici o privati come lavoratore dipendente, ma una nuova sfida si pone oggi: l’assistente sociale come libero professionista. L’assistente sociale, in quest’ottica (ma non solo), per operare al meglio necessita di continui corsi di aggiornamento e di formazione che gli permettano di affrontare le sfide che il contesto sociale offre e di “modernizzare” i propri interventi. Fondamentali sono l’amore e la dedizione che il professionista mette sul campo: ogni lavoratore può cambiare e migliorare il modus operandi del settore in cui opera, ogni professionista può rendere il suo lavoro “nuovo”.

Il cimentarsi in qualcosa di nuovo è frutto anche dell’educazione al sapersi mettere “in rete”, del respingere l’idea di poter affrontare in solitaria ciò che invece ha bisogno di un intervento multidisciplinare, di una rete che metta insieme servizi, enti e risorse. In questa rete rientra anche la figura dell’assistente sociale come libero professionista: avendo sempre con sé la propria “cassetta degli attrezzi” e sapendo quale strumento utilizzare, esso può rivelarsi un elemento fondamentale all’interno della stessa in quanto predispone interventi all’avanguardia. Contribuisce nel rendere la professione molto più dinamica, meno standardizzata e istituzionale. 

Se sei interessato a raccontare la tua esperienza o le tue riflessioni di assistente sociale siamo lieti di pubblicare un tuo articolo sul nostro blog. Per maggiori informazioni contatta la dott.ssa Serena Vitale (redazioneblog@progettofamiglia.org)
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