Ricevere cure in casa: la figura fondamentale dei caregiver

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Ricevere cure in casa: la figura fondamentale dei caregiver

Funzioni e bisogni del caregiver: assistenza fisica e sanitaria. Assistente sociale: rapporto di collaborazione e agente di cambiamento.

Assistenza familiare: il caregiver

La parola caregiver, come si può notare, è composta dalla radice “care” la quale si traduce con il termine “cura”. Essa indica una qualsiasi azione di assistenza, di sostegno, di supporto rivolta alla persona per agevolare il suo benessere fisico, psicologico, sociale. Molto spesso il caregiver è associato alla figura di un familiare in quanto svolge la sua attività di sostegno in maniera gratuita e volontaria. Pertanto, il caregiver è rappresentato da tutti coloro che assistono un loro congiunto ammalato e/o con disabilità.

Una delle cose più difficili è riuscire ad amare incessantemente e senza esitazioni. (…) è probabile che il caregiver di un malato veda la sua pazienza messa continuamente alla prova. Per conto mio la chiave di tutto è l’amore.”

«(…) La chiave di tutto è l’amore»

“Caregiver non professionali”, cosa s’intende?

Entrando nello specifico, è possibile affermare che, con l’espressione “caregiver non professionali” si fa riferimento all’attività di cura e di sostegno che viene svolta dalle famiglie nei confronti della persona in difficoltà; nello svolgimento di quest’attività entrano in gioco non soltanto i bisogni di colui che riceve assistenza ma anche quelli di chi fornisce il sostegno.

In questo senso, così come chi vive situazioni di disagio ha bisogno di aiuto, allo stesso modo, anche le famiglie che si occupano direttamente dell’attività di cura hanno bisogno di aiuto e di un supporto per continuare a dare assistenza alla persona in difficoltà. Il caregiver non presta assistenza in maniera sporadica ma svolge la sua funzione di aiuto in maniera continuativa e con un coinvolgimento particolare.

Quali sono le funzioni svolte dai caregiver?

Dopo aver definito chi sono i caregiver e il ruolo che ricoprono, è importante andare a definire ciò di cui si occupano. Il caregiver presta assistenza fisica e sanitaria alla persona e nello specifico svolge azioni di:

· Aiuto nell’igiene personale;

· Aiuto nella gestione della casa;

· Aiuto nell’acquisto e nella somministrazione dei medicinali;

· Aiuto nel cucinare, rassettare e aiuto in tutte le altre faccende domestiche;

· Monitoraggio e controllo della persona di cui si occupa.

Il compito svolto dal caregiver risulta essere faticoso sia a livello fisico che a livello psicologico in quanto l’impegno nell’aiutare la persona in difficoltà può ridurre la sua vita sociale e aumentare il livello di stress.

Quali sono i bisogni del caregiver?

Il caregiver dedica gran parte della sua giornata alla cura della persona che necessita di ricevere assistenza e questo comporta varie difficoltà.

La persona che presta assistenza può ritrovarsi completamente isolata in quanto non ha la possibilità di relazionarsi e di interagire con altre persone, non instaura rapporti nuovi e significativi; altro fattore negativo e che aumenta il livello di stress è doversi occupare non soltanto della persona in difficoltà ma anche del resto della sua famiglia andando ad aumentare lo sforzo fisico.

Tutti questi fattori negativi incidono sulla sfera psico-fisica del caregiver il quale, a sua volta, ha bisogno di: riuscire a ritagliare momenti per sé, interagire con altre persone, instaurare relazioni significative, conciliare lavoro e lavoro di cura, essere ascoltato, supportato e sostenuto durante il percorso di aiuto alla persona.

Il ruolo dell’assistente sociale nel rapporto con il caregiver

In questo contesto risulta fondamentale il ruolo e la figura dell’assistente sociale. Quest’ultima dovrà instaurare un rapporto di collaborazione con coloro i quali forniscono assistenza e mostrare interesse nei loro confronti mediante delle azioni di sostegno, in quanto prendersi cura di qualcuno richiede lo svolgimento di molteplici attività che possono aumentare il livello di stress del caregiver.

Pertanto, gli interventi di sostegno devono essere rivolti sia alla persona in difficoltà sia alla famiglia (o a chiunque si occupi di essa) dando la possibilità alla persona non autonoma di raggiungere un cambiamento e parallelamente tenere conto delle esigenze e dei bisogni di chi se ne occupa.

Oltre ad un rapporto di collaborazione, è opportuno attivare interventi volti a tutelare il benessere psico-fisico del caregiver prevedendo sostituzioni temporanee al domicilio.

Attivare un intervento di sostituzione temporanea permetterà al caregiver di ritagliare spazio per sé, per la propria cura personale e per la propria vita sociale. In tal senso l’assistente sociale va a svolgere un ruolo fondamentale come agente di cambiamento sia sul singolo individuo in stato di bisogno sia sulla persona che se ne occupa.

 


Se sei interessato a raccontare la tua esperienza o le tue riflessioni di assistente sociale siamo lieti di pubblicare un tuo articolo sul nostro blog. Per maggiori informazioni contatta la dott.ssa Serena Vitale (redazioneblog@progettofamiglia.org)
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