Una ricerca sull’invecchiamento sano e attivo

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Una ricerca sull’invecchiamento sano e attivo

Invecchiamento in termini positivi: non fase passiva ma fase attiva.

Un nuovo studio

Come professionisti della cura dobbiamo saper rispondere al duplice dilemma denatalità-invecchiamento ed è questa la prospettiva che assume uno studio, promosso dal Consiglio dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Puglia e dalla Fondazione per la Formazione per l’Intervento e la Ricerca per il Servizio Sociale (FIRSS), istituita dallo stesso Ordine, dal titolo Invecchiamento sano e attivo: politiche, prospettive, esperienze. Indagine sulla popolazione anziana del comune di Sammichele di Bari, in corso di pubblicazione per i tipi di Franco Angeli, nella Collana “Salute e Società”.

«L’invecchiamento non è più considerato una fase finale e passiva della vita, bensì età attiva e sana, grazie all’avanzamento delle scienze mediche, ma anche della consapevolezza dell’incidenza dei fattori sociali sulla percezione della propria condizione fisica e di benessere» 

Il libro

Curato da Carmine Clemente, professore di Sociologia dell’Università di Bari, da Domenica Munno e da chi scrive, assistenti sociali, il volume, presentato da Patrizia Marzo e Milena Matera, presidenti del CROAS Puglia e della Fondazione FIRSS, è composto da tre parti

La prima, Politiche e prospettive, inquadra il tema dell’invecchiamento nello scenario delle politiche sociali (C. Clemente), dell’economia (R. Patimo) e della psicologia (A. Bosco e A. O. Caffò). La seconda presenta i dati di una ricerca sugli anziani ultrasettantenni del comune di Sammichele di Bari. La terza, introdotta da una riflessione di Patrizia Marzo, mette a confronto alcune esperienze significative: Gli anziani e l’invecchiamento attivo in Sardegna (di M. G. Meloni e O. Ruggeri), il Programma Viva gli Anziani (di M. C. Inzerilli e F.  Fai, con la collaborazione di L. Antelmi), realizzato dalla Comunità di Sant’Egidio nei comuni di Roma, Napoli, Catania, Genova, Novara, Brindisi (chi è dedicato un focus particolare), Sassari, Amatrice e Civitavecchia ed il progetto Buone pratiche sociali di Cittadinanzattiva in Emilia Romagna (scritto da W. Orsi). 

L’invecchiamento in termini positivi

Il volume pubblica in appendice la legge 30 Aprile 2019, n. 16 della Regione Puglia, “Promozione e valorizzazione dell’invecchiamento attivo e della buona salute”. L’Introduzione di Carmine Clemente, Verso una metodologia per la formazione sull’invecchiamento sano e attivo, ricostruisce la genesi del volume (scritto prima dell’esplosione della pandemia e del lockdown), ponendo la questione del ripensamento – in termini positivi – del fenomeno mondiale dell’invecchiamento. 

Non più considerata fase finale e passiva della vita, bensì età attiva e sana, grazie all’avanzamento delle scienze mediche, ma anche della consapevolezza dell’incidenza dei fattori sociali sulla percezione della propria condizione fisica e di benessere. Tutti temi, questi, che sollecitano l’adozione di politiche di formazione e di educazione all’invecchiamento sano ed attivo, in chiave comunitaria, in primis degli stessi anziani e quindi dei diversi professionisti della cura. 

Perché Sammichele di Bari?

Possiamo asserire che il cuore del volume  e la sua stessa ragione di essere, è la survey “Conoscere gli anziani e i loro bisogni: una RicercAzione sulla popolazione ultra 70enne nel comune di Sammichele di Bari”, realizzata nel 2018 dal Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia e Comunicazione dell’Università di Bari, per iniziativa, in particolare, della Consulta comunale “Cittadini, Famiglie, Associazionismo, Programmazione Socio Economica”, con l’ausilio della Banca di credito Cooperativo di Alberobello e Sammichele di Bari, della Fondazione FIRSS dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Puglia, e delle Cooperative Sociali SMI e GEA. 

La scelta di Sammichele non è stata ovviamente casuale. Se confrontiamo l’indice di invecchiamento di questo comune con lo stesso indicatore per l’Italia e per la Puglia (Tab. 2), ci rendiamo conto della fortissima e maggiore incidenza della popolazione anziana ivi presente.

Tab. 2 Indice di vecchiaia in Italia, Puglia e Sammichele di Bari nel periodo 2002-2020
(serie storica e numeri indice). Elaborazione propria su dati ISTAT

Nel periodo considerato, trasformando i valori dell’indicatore in numeri-indici – cioè in percentuali, fatto 100 il valore iniziale del ciclo – l’incremento maggiore riguarda la Puglia: dal 2002 al 2020 l’indice di vecchiaia è cresciuto del 76,8% a fronte del 35,7% dell’Italia. A Sammichele – che già in partenza (2002) ha un valore elevatissimo (161, rispetto al 95,5 della Puglia e al 131,4 dell’Italia), l’incremento è – in quasi vent’anni – del 65%, circa. 

Come vivono la propria condizione gli anziani di Sammichele di Bari, un piccolo paese che rispecchia tendenze demografiche in atto in molte regioni d’Italia? Il quadro generale della ricerca è di C. Clemente e T. García-Pereiro. Il rapporto fra scolarizzazione, benessere e cittadinanza attiva è indagato da Valentina Farina e da chi scrive. D. Munno analizza la relazione fra “Salute, qualità della vita e dimensione di genere”. Concludono questa parte altri due contributi: una riflessione di C. Clemente su “Politiche di integrazione dei servizi e reti sociali” ed una di chi scrive sulla percezione del benessere e della sicurezza.

Il fenomeno dell’invecchiamento nel comune di Sammichele di Bari rappresenta, quindi, un case study significativo che ha molto da dire sulla prospettiva di una senilità buona ed attiva, oltre gli stereotipi della vecchiaia. 

 

Bari, 11 agosto 2020
Antonio Nappi


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