Quello che vedono i miei occhi

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Quello che vedono i miei occhi

Povertà, smart working e mancanza di vicinanza. Intervento rimodulato e progetto generale. Offerta servizi: territoriali e realtà private.

Le sfide quotidiane 

Il contrasto alla povertà è uno dei temi più urgenti del nostro intervento attuale. È importante ricordare che dalla povertà discendono tante altre cose. Il personale dell’ente in cui opero è in smart working e la cosa a cui penso costantemente è la vicinanza che non possiamo dare alle persone che avrebbero bisogno di un abbraccio, di un vero sorriso, di una stretta di mano. 

Durante gli incontri, ormai rari, si notano labbra coperte e sorrisi mascherati, ma poi ci sono gli occhi che aiutano a toccarci e leggerci anche se distanti. Gli occhi non mentono, sono lucidi, spenti o ancora occhi accesi di rabbia. Gli sguardi dei nostri utenti sono confusi da un qualcosa di intangibile ma che d’altronde non è poi così minaccioso come lo sono le sfide quotidiane di chi deve tappare le mancanze della propria vita. 

«Gli sguardi dei nostri utenti sono confusi da un qualcosa di intangibile ma che d’altronde non è poi così minaccioso come lo sono le sfide quotidiane di chi deve tappare le mancanze della propria vita»  

Limitare il contatto senza eliminare l’aiuto 

Il nostro lavoro diventa così sempre più burocratico, utenti che chiamano per sapere se ci sono contributi economici o bonus a cui poter attingere.  

Il nostro compito è quello di aiutare proprio i più fragili, perché da una richiesta di supporto economico può nascere poi un progetto più generale, anche se fatto di incontri dietro plexiglass per limitare il contatto. 

Dunque tocca anche a noi rimodulare il nostro intervento per coniugare l’emergenza ed i nuovi bisogni con la nostra professione che non è fatta solo di valutazioni per i Tribunali, ma soprattutto di progettazione. 

I servizi offerti 

I servizi territoriali sono per lo più interrotti e grazie all’impegno delle realtà private si cerca di rimediare con contatti telefonici o servizio spesa a domicilio per chi è solo e privo di assistenza. 

Mentre si cerca di rimediare e di mantenere un contatto con gli utenti già noti e in carico ai servizi, chiamano nuove persone come chi ha dovuto chiudere la propria attività e p.iva e non sa come andare avanti. A loro cosa diamo? A volte solo speranza

 


Articoli di

Annunziata Gianniello

Se sei interessato a raccontare la tua esperienza o le tue riflessioni di assistente sociale siamo lieti di pubblicare un tuo articolo sul nostro blog. Per maggiori informazioni contatta la dott.ssa Serena Vitale (redazioneblog@progettofamiglia.org)
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