Partecipazione e promozione del benessere sociale - PARTE II

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Partecipazione e promozione del benessere sociale - PARTE II

Partecipazione: coinvolgimento, tutela e cittadinanza attiva. Competenze promozionali e competenze sapienziali. Attori professionali e attori informali: due livelli di autorevolezza.

Favorire la partecipazione

Il tema della partecipazione, dell’agire “con la comunità”, è toccato, con diverse approcci, da ben cinque degli otto articoli di cui si compone il Titolo IV. Rileggiamo insieme i passaggi più significativi:

Art. 33. L’assistente sociale deve contribuire a promuovere una cultura della solidarietà e della sussidiarietà, favorendo o promuovendo iniziative di partecipazione volte a costruire un tessuto sociale accogliente e rispettoso dei diritti di tutti. […]

Art. 34. L’assistente sociale deve contribuire a sviluppare negli utenti e nei clienti la conoscenza e l’esercizio dei propri diritti-doveri nell’ambito della collettività […] e favorire percorsi di crescita anche collettivi che sviluppino sinergie […]

Art. 36. L’assistente sociale deve contribuire alla promozione, allo sviluppo e al sostegno di politiche sociali integrate favorevoli alla maturazione, emancipazione e responsabilizzazione sociale e civica di comunità e gruppi marginali […]

Art. 37. L’assistente sociale ha il dovere di porre all’attenzione [… della] opinione pubblica situazioni di deprivazione e gravi stati di disagio non sufficientemente tutelati, o di iniquità e ineguaglianza. 

Art. 38. L’assistente sociale deve conoscere i soggetti attivi in campo sociale, sia privati che pubblici, e ricercarne la collaborazione per obiettivi e azioni comuni […] contribuendo alla promozione di un sistema di rete integrato.

«Il tema della partecipazione è centrale nella pratica del servizio sociale di comunità»

Due facce della stessa medaglia

Il tema della partecipazione è centrale nella pratica del servizio sociale di comunità. Nel Nuovo Dizionario di Servizio Sociale, edito da Carocci nel 2013, il termine “partecipazione” viene presentato sia come un “mezzo” che come un “bene”:

- un mezzo, capace di favorire il «coinvolgimento responsabile degli attori sociali […] per affrontare i problemi altrimenti non risolvibili»; (9)

un bene, «un valore da difendere e da tutelare che orienta e ispira, anche al di là del suo significato strumentale […] per alimentare la vita democratica».(10)

L’idea di fondo è che la partecipazione non vada intesa come un fatto eccezionale, bensì come una modalità d’essere delle persone e della comunità nel suo insieme, che rimanda ad un altro concetto molto significativo che è quello della “cittadinanza attiva”.

La partecipazione, leggiamo nel Nuovo Dizionario di Servizio Sociale, «si basa su un approccio detto della competenza, contrapposto a quello della mancanza o della deficienza, su cui si basano invece le politiche assistenziali, e trova la sua piena valorizzazione nel passaggio dall’assistenza alla responsabilizzazione. La partecipazione mette in risalto le competenze esistenti di individui, gruppi e comunità e le sviluppa».(11)

Il dovere degli assistenti sociali di favorire percorsi di partecipazione e di cittadinanza attiva acquista oggi un valore di sempre maggiore rilievo, anche in considerazione delle trasformazioni che la partecipazione stessa sta vivendo. Come ci mostrano alcune serie storiche dell’ISTAT, dal 1993 al 2015 emerge un aumento di quasi il 50% delle persone impegnate in attività gratuite svolte in associazioni di volontariato (si passa dal 6,9% del 1993 al 10,6% del 2015). In sostanziale stabilità, intorno al 10%, la presenza delle persone alle riunioni in associazioni ecologiche, per i diritti civili, per la pace, culturali, ricreative e di altro tipo. Si presentano in calo, la partecipazione ad associazioni professionali, di categoria e ad organizzazioni sindacali, scese dal 12,1% del 1997 al 9,8% del 2015, la partecipazione ad attività connesse alla pratica religiosa, con la riduzione di circa un quarto delle presenze settimanali nei luoghi di culto,(12) la partecipazione alle organizzazioni politiche (ad esempio la presenza ai comizi scende dal 7% del 1993 al 4,5% del 2015, quella ai cortei cala dal 6% del 1993 al 4,2% del 2015).(13)

Già nel 1987, Valerio Ducci evidenziava la necessità che gli assistenti sociali mettessero in atto un’azione di promozione di forze sociali disponibili ad assumere responsabilità nel miglioramento dei livelli di benessere.(14) Questo apre ad un’ampia area di riflessione relativa al rapporto tra “competenze professionali”, che i servizi sono chiamati a mettere in campo, e “competenze sapienziali”, di cui bisogna imparare a riconoscere la presenza in tutte le diverse componenti della comunità.

Luca Fazzi, nel suo testo sul Servizio Sociale Riflessivo, ci aiuta a considerare questi aspetti, riflettendo sul ruolo dei soggetti informali negli interventi di servizio sociale. Egli riflette su come si sia strutturata una situazione nella quale «il sapere degli attori professionali e degli attori informali sono stati esplicitamente o tacitamente posizionati su due livelli di autorevolezza rigidamente separati e gerarchicamente collocati. Il risultato è che il lavoro con i soggetti informali è [stato] connotato spesso da un approccio strumentale (…) oppure è utilizzato come alternativa alla carenza di risorse istituzionali e professionali pubbliche (…) impostazione [che] porta a sottovalutare una serie di funzioni molto importanti che gli attori informali possono svolgere».(15)

Editing dell'articolo a cura di Serena Vitale



Note:

9 MARTINI Raffaello, BOTAZZOLI Patrizia, Partecipazione, in Nuovo Dizionario di Servizio Sociale, Carocci Faber, Roma, 2013, 421.

10 Ibidem.

11 Ibidem.

12 ISTAT, Tavola 9.5 - Persone di 14 anni e più per coinvolgimento in alcune attività di partecipazione sociale e persone di 6 anni e più per frequenza con cui si sono recate in un luogo di culto e sesso - Anni 1993-2015, in Elezioni e attività politica e sociale. Serie storica, in seriestoriche.istat.it/fileadmin/documenti/Tavola_9.5.xls (30.4.2019).

13 ISTAT, Tavola 9.7.1 - Persone di 14 anni e più per modalità di partecipazione politica, sesso e ripartizione geografica - Anni 1993-2015, in Elezioni e attività politica e sociale. Serie storica in seriestoriche.istat.it/fileadmin/documenti/Tavol a_9.7.1.xls (30.4.2019).

14 Cf. ZILIANTI Annamaria, ROVAI Beatrice, Assistenti sociali professionisti. Metodologia del lavoro sociale, Carocci Faber, Roma, 2007.

15 Fazzi Luca, Servizio Sociale Riflessivo. Metodi e tecniche per gli assistenti sociali, Franco Angeli, Milano, 2015, 91-92

 


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