L’impegno dell’Italia nel contrasto alla povertà educativa

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L’impegno dell’Italia nel contrasto alla povertà educativa

Povertà educativa, diritti dell'infanzia e contesto nazionale. SIA, REI, legge di stabilità.

Il contesto italiano

Nel contesto italiano, la lotta alla povertà ha tradizionalmente giocato un ruolo residuale, ciò è dovuto principalmente alle caratteristiche istituzionali tipiche del modello di welfare italiano, in cui l’accesso alla protezione sociale dipende dalla partecipazione al mercato del lavoro.

Negli anni successivi alla grande crisi economica e finanziaria di quest’ultimo decennio, a fronte dell’acuirsi dei fenomeni di povertà ed esclusione sociale, sono stati predisposti interventi di policy volti a ridurne estensione ed effetti.

In tale quadro, il problema della povertà minorile è stato sottovalutato o affrontato in modo poco efficace, nonostante l’origine delle policy sulla povertà minorile sia rintracciabile nella Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 20 novembre 1989 e per quanto riguarda l’Italia, nella legge di ratifica del 27 maggio 1991 n. 176. 

«Nel panorama italiano un importantissimo riferimento al contrasto alla povertà minorile interviene con la L. 28 agosto 1997 n. 285 “Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l’infanzia e l’adolescenza”»

Tutela dei diritti dell’infanzia

Nel panorama italiano un importantissimo riferimento al contrasto alla povertà minorile interviene con la L. 28 agosto 1997 n. 285 “Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l’infanzia e l’adolescenza”, istitutiva del Fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza nell’ambito del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali, definendo che il 70% delle risorse allocate vada alle Regioni e il restante 30% a 15 Comuni “riservatari”.

Tale legge costituisce il più rilevante sforzo finanziario realizzato in Italia a favore dell’infanzia, caratterizzato anche da marcata tensione realizzativa. L’obiettivo della legge è stato lo sviluppo di condizioni che consentissero la promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, predisponendo anche gli strumenti per assicurarne l’effettivo godimento.

Tra gli ambiti di intervento della Legge 285/97 hanno trovato posto il tema del contrasto alla povertà, quello educativo e ricreativo per il tempo libero e, infine, quello socioeducativo per la prima infanzia. I finanziamenti a valere sulla 285 sono tuttora attivi, sia pure con limitazioni e una diversa modalità di allocazione delle risorse disposta dalla legge finanziaria 2007. Nel 2012, con la Legge n. 112 che istituisce l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, interviene un ulteriore importante passaggio istituzionale che assicura, anche in Italia, l’impegno verso la piena attuazione e la tutela dei diritti e degli interessi delle persone di minore età secondo le disposizioni della Convenzione ONU. 

Misure nazionali

Successivamente le politiche nazionali, esplicitamente volte a contrastare la povertà, hanno  avuto il loro punto di partenza nella “Carta acquisti” sperimentale. Si tratta di una misura di contrasto alla povertà basata sull’erogazione combinata di un beneficio economico e di un progetto personalizzato di attivazione e inclusione sociale. Introdotta in via sperimentale nel 2013 nelle grandi città italiane (12 comuni con oltre 250.000 abitanti) e finanziata con uno stanziamento una tantum di 50 milioni di euro.

Tale misura è stata successivamente estesa su tutto il territorio nazionale con la denominazione di SIA (Sostegno per l’Inclusione Attiva), e consolidata anche sotto il profilo delle risorse finanziarie attraverso vari provvedimenti legislativi via via intervenuti.

Un punto di svolta è avvenuto nel 2017 con la riconfigurazione del Sia come misura ponte all’introduzione del REI (Reddito di Inclusione). Infatti, dal 1° gennaio 2018 il Sia è stato sostituito dal Rei. Tale intervento, volto al contrasto della povertà  economica, ha focalizzato l’attenzione sui minorenni, attraverso una declinazione in chiave multidimensionale delle azioni e la previsione di linee d’azione composite, comprensive, tra le altre, di azioni specifiche dedicate al superamento della povertà educativa. 

Legge di stabilità

In questo quadro, un cambio di passo è stato realizzato con la Legge di Stabilità 2016 che ha per la prima volta previsto un finanziamento stabilmente iscritto nel registro di finanza pubblica per il contrasto alla povertà e l’emanazione di una legge delega finalizzata all’istituzione di una misura unica di lotta all’indigenza.

La stessa legge ha inoltre istituito un Fondo triennale (di natura sperimentale) per il contrasto della povertà educativa che vede la partecipazione delle Fondazioni di origine bancaria.

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