Commissione d’inchiesta sull’affido. Rischio o opportunità?

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Commissione d’inchiesta sull’affido. Rischio o opportunità?

Un grande rischio: caccia alle streghe e politica di tutela a tutti i costi. Azioni di governo serie e strutturate. Migliore qualità delle accoglienze e centralità dei diritti dei bambini.

Una nuova legge

Nei giorni scorsi con 402 favorevoli e un contrario la Camera ha approvato in via definitiva la legge per l’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività connesse alle comunità di tipo familiare che accolgono minori. Una commissione che porta in sé un grande rischio ma anche un’opportunità importante per il mondo dell’affido e delle comunità per minori.

«Un’azione politica di tutela “a tutti i costi” della famiglia rischia di porre le istituzioni in difesa di genitori abusanti, maltrattanti e violenti»

Chi va tutelato?

Il grande rischio insito nei motivi per i quali nasce la Commissione stessa è che sia strumentalizzata per una paradossale caccia alle streghe verso chi lavora per garantire i diritti a quei minorenni vittime di abusi, maltrattamenti e violenza. Un attacco al sistema di accoglienza dei minorenni fuori famiglia, spesso ultimo campo di protezione per quei bambini e ragazzi che vivono in contesti deprivati. Un attacco che con il pretesto di difendere mamma, papà e bambini, va a tutelare i carnefici ed a condannare chi protegge le vittime.

Crediamo tutti che il posto migliore per far crescere un bambino sia la propria famiglia, ma un’azione politica di tutela “a tutti i costi” della famiglia rischia di porre le istituzioni in difesa di genitori abusanti, maltrattanti e violenti, e di dimenticare il bisogno dei bambini di vivere in una famiglia che sia luogo di sicurezza, protezione, tutela di cui ha bisogno ogni bambino.

Quale azione politica va potenziata?

Le comunità sono già oggetto di controllo  in base alle legge 184/83 e la legge 149/01 dalle procure per i minorenni e dai servizi sociali territoriali ed altri strumenti di controllo non possono che essere utili per migliorare la qualità dell’accoglienza e correggere errori, ma la vera occasione invece che può nascere dall’istituzione di questa Commissione è quella di rimettere al centro dell’attenzione delle istituzioni il diritto del bambino di vivere in una famiglia tutelante.

Da qui mettere nell’agenda politica, nelle azioni da potenziare con politiche di governo serie e strutturate:  il sostegno alla genitorialità fragile, la prevenzione degli abusi e dei maltrattamenti intrafamiliari, il sostegno e potenziamento dei servizi sociali territoriali e del sistema di giustizia minorile, la definizione della presa in carico dei percorsi di valutazione psicologica dei bambini e dei genitori da parte del servizio sanitario nazionale.

L’auspicio, aldilà dei proclami e delle rivendicazioni politiche, è che l’istituzione della Commissione parlamentare sia uno strumento per mettere al centro i diritti dei bambini, valorizzare quelle realtà che nella loro quotidianità costruiscono legami familiari, lavorano per ri-costruire percorsi di vita, e che sia l’occasione per programmare azioni di welfare che agiscano sulla prevenzione mettendo al centro la famiglia ed i diritti dei quei bambini che ne fanno parte.


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