Sentirsi COME A CASA è possibile: bambini con sindrome dello spettro autistico

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Sentirsi COME A CASA è possibile: bambini con sindrome dello spettro autistico

Autismo: sintomi e causa. Famiglia: carico economico ed emotivo. Sostegno, progettazione e sensibilizzazione.

L’autismo: saperlo riconoscere per intervenire in maniera tempestiva

I disturbi dello spettro autistico consistono in un disturbo del neuro-sviluppo che coinvolge principalmente linguaggio e comunicazione, interazione sociale, interessi ristretti, stereotipati e comportamenti ripetitivi. L’ASD (Autism Spectrum Disorder) si definisce tale in quanto copre una vasta gamma di sintomi, livelli di abilità che possono influenzare vari aspetti della vita della persona. Ogni individuo è diverso: alcuni mostrano una compromissione in alcune aree, altri mostrano un inaspettato sviluppo di altre aree: ad esempio la matematica e i calcoli, la memoria visiva, le competenze artistiche. Anche i sintomi si possono mostrare in età differenti: dalla nascita, oppure dopo i 19 mesi. È per questo che, nonostante i numerosi studi in merito, vi è molta difficoltà a stabilire un’unica causa, si parla spesso invece di condizioni e fattori di rischio. La certezza riguarda il carico fisico, economico, psicologico ed emotivo delle famiglie di ragazzi e adulti autistici. Negli ultimi dieci anni i casi accertati di autismo sono aumentati del 30 per cento.

«9 famiglie su 10 non partecipano ad alcuna attività di natura sociale»

Il grave rischio di emarginazione sociale

Una famiglia che affronta una diagnosi di autismo va accompagnata in un percorso che non vede solo la presenza da specialisti per un lavoro centrato sul bambino, ma deve essere coinvolta in un percorso a 360°.

La famiglia si trova ad affrontare una situazione nuova, che comporta un costo elevato dovuto spesso a spese di viaggio per raggiungere professionisti non presenti sul proprio territorio, l’accesso a servizi specialistici privati, terapie farmacologiche e/o psicologiche.

Oltre al costo economico vi è il costo emotivo: la conoscenza delle compromissioni del figlio/fratello/sorella genera sofferenza e l’immediata attivazione da parte dei parenti che si trasformano spesso in caregivers. Il tempo di cura supera ampiamente quello destinato a svago, attività di socializzazione e divertimento, generando ulteriore stress nel nucleo familiare. Spesso tutto questo si affianca a molta frustrazione dovuta alla sensazione di abbandono che le famiglie provano quando i servizi non corrispondono alle loro esigenze.

Possono i servizi farli sentire COME.A.CASA?

Il titolo del progetto realizzato dalla cooperativa sociale Il Faro (Macerata, Marche) e finanziato dall’Impresa sociale Con I Bambini nasce proprio per questo: far sentire i bambini e le loro famiglie a casa, mediante l’attivazione di un sistema di servizi educativi caratterizzato sulla base dell’innovazione tecnologica mantenuto dalla professionalità di specialisti propensi all’ascolto, empatia, alla costruzione di un rapporto di fiducia che mira alla reintegrazione nella società del bambino e della sua famiglia.

Il progetto prevede l’attivazione di 9 laboratori educativi integrativi e l’introduzione di dispositivi tecnologici ICT a sostegno delle terapie. Il pilastro del progetto è il Centro Orizzonte, centro diagnostico riabilitativo, educativo e formativo per bambini, genitori e famiglie in cui operano diversi specialisti A.BA., R.B.T., logopedisti, psicologi e neuropsichiatri infantili che lavorano a stretto contatto con il territorio.

Non si parla di ospedalizzazione

La forte presenza di medici e dottori nel Centro è necessario per la peculiarità del disturbo. Le terapie, che servono per ottenere miglioramenti dal punto di vista cognitivo comportamentale, hanno un senso solo se si effettua una progettazione ad ampio raggio, coinvolgendo scuole, terzo settore, famiglia e comunità in modo da reintegrare la famiglia nella cittadinanza.

Sensibilizzare sul tema è il primo passo per creare una comunità educante inclusiva, per rafforzare le competenze sociali e garantire un benessere che si autoalimenta.

 


Se sei interessato a raccontare la tua esperienza o le tue riflessioni di assistente sociale siamo lieti di pubblicare un tuo articolo sul nostro blog. Per maggiori informazioni contatta la dott.ssa Serena Vitale (redazioneblog@progettofamiglia.org)
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