Capacitare le persone e i contesti di prossimità - Parte II

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Capacitare le persone e i contesti di prossimità - Parte II

Empowerment: sinonimo di capacitazione. Tutela e uguaglianza, controllo attivo sulla propria esistenza. Individui, organizzazioni, comunità.

Sinonimo di capacitazione

Nel presente articolo affrontiamo, invece, quegli ambiti di azione che mirano in modo esplicito e diretto alla capacitazione dei soggetti. Un concetto fortemente connesso alla capacitazione è quello di “empowerment”, cioè “energizzazione”, “potenziamento”, “accrescimento di potere”, “rendere potenti” o, anche, come alcuni autori propongono, “rendere capaci”.6

«Il processo si genera da uno stato di mancanza di potere (powerlessness) per giungere a uno in cui il soggetto ha potere (powerful) »

Origine e considerazioni del termine

Il termine deriva dall’ambiente politologico statunitense degli anni ‘50-‘60 del secolo scorso, dove venne introdotto per indicare alcuni movimenti per la tutela dei diritti e il riconoscimento dell’uguaglianza formale e sostanziale delle persone (pensiamo alle battaglie del movimento femminista, a quelle contro l’apartheid e la discriminazione verso le persone di colore, etc.).

Gioacchino Lavanco lo indica come il «processo mediante il quale gli individui aumentano le possibilità di esercitare un controllo attivo sulla propria esistenza, sviluppando abilità che permettano loro di fare una lettura critica della realtà sociale e stimolando l’elaborazione e l’assunzione di strategie opportune per il raggiungimento di obiettivi personali e sociali».7

Fabio Folgheraiter lo definisce «un processo che dal punto di vista di chi lo esperisce significa “sentire di avere potere” o “sentire di essere in grado di fare”. Dal punto di vista di chi lo facilita [...] significa “un atteggiamento [...] capace di accrescere le probabilità che le persone si sentano in grado di fare”».8

Empowerment in chiave psico-sociale

Il termine empowerment in ambito psico-sociale è stato introdotto dalla psicologa americana Julian Rappaport nel 1981 per indicare l’aumento della possibilità delle persone di esercitare un controllo sulla propria vita e di dare risposta ai propri bisogni.

Lavanco e Novara propongono di distinguere «una variante psicologica dell’empowerment, che consiste nel senso di padronanza e controllo che il soggetto sperimenta, e una variante oggettivo- ambientale, che attiene alle risorse che si trovano  nell’ambiente».9

A ben vedere entrambi i versanti coesistono nel facilitare o nell’impedire migliori condizioni di esistenza.

Come evidenziato da Claudia Piccardo, l’empowerment può riguardare «sia un oggetto potenzialmente a rischio (ottica preventiva emancipante) sia un soggetto che del rischio corso porta le ferite [cioè] una persona depowered» e questa è l’ (ottica riabilitante).10

Marc Zimmerman, professore della Scuola di Salute Pubblica dell’Università del Michigan, distingue tre  diversi  livelli  di  analisi  dell’empowerment:  degli  individui  (empowerment  psicologico);  delle organizzazioni (empowerment organizzativo); della “comunità” (empowerment socio-politico).11 Si tratta di tre livelli analizzabili distintamente anche se strettamente interconnessi nelle loro dinamiche. L’attenzione sul tema dell’empowerment mira, come detto, ad accompagnare le persone nell’acquisizione di maggiori possibilità d’azione.

È utile richiamare una riflessione di Lavanco e Novara in cui si descrive in modo efficace il passaggio da una situazione di scarsa possibilità a situazioni migliori: «Il processo si genera da uno stato di mancanza di potere (powerlessness) per giungere a uno in cui il soggetto ha potere  (powerful).»

 

 

 

Note:

6 Marcello Giorgio, Politiche di accoglienza di bambini e adolescenti. Il “cammino lento” della deistituzionalizzazione in

Italia, Rubbettino, Roma, 2012, p. 69.

7 Lavanco Gioacchino, Oltre la politica. Psicologia di comunità, giovani e partecipazione, Franco Angeli, Milano, 2001,

p. 37.

8 Folgheraiter Fabio, L’utente che non c’è, Erickson, Trento, 2000, p. 189.

9 Lavanco Gioacchino, Novara Cinzia, Elementi di psicologia di comunità, Progettare, attuare e partecipare il cambiamento sociale, McGraw-Hill, Milano, 2012, p. 55.

10 Piccardo Claudia, Formazione per l’empowerment individuale e organizzativo, in Converso Daniela, Piccardo Claudia, Il profitto dell’empowerment. Formazione e sviluppo organizzativo nelle imprese non profit, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2003, p. 117.

 

 

 


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